categoria: MEGLIO UN RUTTO IN FACCIA (e qui ce sta tutto)
La Settimana del Rutto
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Ruttosi lettori, digerenti lettrici
categoria: MI VERGOGNO PURE DI POSTARLA
Meglio longilinei e flessuosi come Jean Claude (e che te piacerebbe?) o burrosi e vergognosamente sovrappeso come Giulianone Ferrara? La scelta sembrerebbe abbastanza semplice: molto meglio magri, soprattutto d'estate quando ci si deve mettere in costume e mostrare a tutti quelle parti del corpo che, nel corso dell'anno, restano, fortunatamente, invisibili ai più.
Eppure... eppure... qualcuno non la pensa così.
Era il 1988 quando un ameno trio di grassone non meglio identificate e note con il nome di battaglia “Ciccia & Paillettes” partorì questa hit che, alla faccia delle estenuanti lotte contro il grasso di Wanna Marchi (qui in una sua memorabile esibizione), esaltava il grasso come elemento fondamentale per la vita di ogni uomo: altro che diete, palestra, attrezzi...il segreto per avere un buon amplesso è avere rotoli di grasso in stile Blob il liquido che uccide. Come non essere d'accordo con queste tre dee della bellezza, che riassumono nella loro figura la bellezza di Rosy Bindi e di Janira Maiello con il fisico prorompente di un sex symbol del calibro di Giancarlo Magalli?
Pupazzo Gnappo
categoria: MI VERGOGNO PURE DI POSTARLA
categoria: TRASH D'AVANGUARDIA
"LA MIA PRIGIONE" (Fabrizio Corona)

Vorrei, infine, riservare un omaggio al nostro esimio scrittore, ricordando la calorosissima accoglienza che gli fu riservata a Venosa...

categoria: TRASH CASERECCIO / TRASH DIALETTALE
Una meravigliosa pubblicità di qualche anno, ma anche decennio, fa chiudeva esattamente con questa frase: gli italiani sanno sempre a che santo votarsi. Era la pubblicità di un digestivo che ora non ricordo come si chiamava. Però in quella frase era nascosta una grande verità. Nata e cresciuta nelle Marche, regione sconosciuta al resto dell'Italia, sento profondamente in me le tradizioni di questa terra, tradizioni che ad una attenta analisi ermeneutica, antropologica, sociologica, etologica ed anche un po' neurologica hanno una sola origine, un unico reale punto di convergenza e di irradiazione, un solo ed unico sole: il maiale!

Il marchigiano vive in simbiosi con il porchetto, da lui ricava tutto, ma proprio tutto: cibo, saponi, utensili e se non ci si fosse messo di mezzo questa triste epoca del sintetico, il marchigiano avrebbe trovato anche il modo di ricavare tessuti dal porco ed anche dei più prestigiosi, da fare invidia alle sete indiane! Il maiale è vita. Chiunque volesse conoscere le Marche non può prescindere dal meditare la suddetta frase! I marchigiani amano il porchetto, lo coccolano, lo venerano e se muore prima del tempo (dicembre, quando si fa la “salata” – ossia a dicembre il maiale viene spedito a miglior vita e dalle sue carni si produce tutto il producibile!) lo piangono da straziarti il cuore e quella data resterà scandita nei loro cuori per tutti gli anni a venire. Perché un maiale morto di morte naturale non può dare i suoi frutti… insomma, una vita sprecata. Il maiale va ingrassato, va curato, va amato e lui ci ricambierà con tutta la bontà di cui è capace: ed egli sì, strilla quando lo stanno per sgozzare, ma se davvero riuscissimo a cogliere il senso di quegli strilli capiremmo che sarebbero parole d'amore verso di noi, parole di orgoglio e di buona sorte e soprattutto di raccomandazione: sappiate fare di me un vero CIAUSCOLO!!! Il CIAUSCOLO, (chiamato anche CIABUSCOLO o CIAVUSCOLO), è l'epifenomeno della divinità del maialino. E' il maialino nella sua essenza più vera, il luogo in cui il maiale si sentirebbe realmente maiale (se ancora fosse vivo). Il Ciauscolo è un salame bello cicciottello, morbido morbido, che si scioglie in bocca e ti accarezza dolcemente lingua e papille gustative per poi scendere giù nell’esofago fino ad arrivare, fra canti gioia e benedizione, alla porta dello stomaco dove i succhi gastrici finalmente avranno qualcosa di veramente superiore con cui farsi uno!!! E’ il Nirvana: si apriranno mondi nuovi, fatti di una luce immensa e infinita; e mentre cammini in questo nuovo mondo potrebbe anche capitarti di incontrare lui, il maialino, che con quei suoi occhietti lucidi e dolci, con le sue zampette con l’ “unghia- paccata” (come diciamo noi, cioè lo zoccolo del maialino, diviso in due!) ti abbraccerà e ti bacerà chiedendo in cambio solo un grazie e, se puoi, fedeltà!
Finito l’incanto tornerai in questo mondo ristorato davvero, forte e felice perché sai che un altro mondo è possibile ed è molto più vicino di quanto si possa in realtà immaginare o desiderare. Basta una bella fetta di CIAUSCOLO o CIABUSCOLO o CIAVUSCOLO ; chiamatelo pure come volete, egli è il santo patrono delle Marche, ama ed accoglie comunque e chiunque. Perché come scrisse quel gran brav’uomo di Shakespeare, “Ma poi, che cos’è un nome?… Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?”. Ma da marchigiana, una sola cosa vi chiedo: rispettate la sua natura. Pur sempre di maiale si tratta, ovvero di un animale che cresce e vive nelle campagne, che rende le sue carni più saporite grazie al fango nel quale si rotola e nel quale manifesta tutto il suo gioioso appetito per il mondo (potremmo anche azzardare a dire, parafrasando un certo filosofo dell’esistenza). E’ questa la sua natura, la sua essenza, il suo vero essere. E’ pertanto inutile e soprattutto irrispettoso, a mio avviso, cercare di dargli altre vesti, altri aspetti, altri nomi. E il disgusto mi assale quando vedo articoli che lodano la gioia del suino in chiave radical - chic: boutique dedicati al prosciutto e agli affettati d’autore, ricette di COPPA - IN - SPUMA – DI - RICOTTA ed altre insulsaggini del genere. Ma alla fine, per carità, bene o male purché se ne parli, purché si diffonda il suo verbo! Perché, finalmente, anche gli italiani tutti (e non più solo i marchigiani) sappiano che hanno un santo in più cui rivolgersi a poco prezzo e di grandi soddisfazioni!!! Non vi dico altro , perché di ciò di cui non si può dire è meglio tacere!!!!
Rottermayer
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Molise. Terra di gente semplice, dove la vita scorre tranquilla, scandita dai suoi ritmi lenti che si perdono negli antichi borghi e nel paesaggio rustico. Terra da cui molte persone sono partite alla ricerca di ciò che il loro suolo natio non poteva offrire... fosse esso un lavoro o semplicemente una vita più movimentata. In questa situazione un po' stantia molto spesso è difficile - per tg e giornali locali - trovare notizie particolarmente rilevanti da dare alla popolazione... ma da qui a stampare a caratteri cubitali un titolo del genere ce ne passa! Correva l'estate 2006, io e la mia amica Angela stavamo facendo una passeggiata quando, ad un certo punto, ci siamo ritrovate a leggere questa locandina. Pensavano forse di creare un effetto shock? E, soprattutto, rispetto agli altri titoli stampati, secondo voi era quello più importante? Vabbé che bisogna catturare l'attenzione, ma un titolo del genere più che generare shock, genera ilarità!
Peera Williams

questa foto la trovate insieme alle altre nostre foto trash su

E' appena entrata nel nostro staff e già le abbiamo assegnato una rubrica tutta sua. Stiamo parlando ovviamente di Rottermayer, neo acquisto marchigiano di questo blog. Da oggi parte uno spazio tutto suo in cui ci delizierà con le disquisizioni filosoficamente trash sulla vita. Una nuova idea del Regno del Trash per tutti gli amanti della filosofia di un certo livello. E chi meglio di una prof.ssa della suddetta materia può deliziarci con i temi a noi più cari... dal "perché viviamo" - in puro stile Mirian Trevisan a Non è la Rai - alle osservazioni del tipo "non ci sono più le mezze stagioni" - in puro stile da luogo comune. Tutto questo e molto di più nella rubrica di Rottermayer, prossimamente su questo blog!
Lo Staff del Regno del Trash
categoria: MI VERGOGNO PURE DI POSTARLA
Correva l'anno 1993 e retequattro era invasa da ogni tipo di telenovelas di origine brasiliana, argentina, italo-venezuelana e via discorrendo: nascevano nuove star, destinate a diventare die miti per il pubblico di casalinghe dell'epoca:Gecia Colmenares, Andrea del Boca, Gabriel Corrado, Edoardo Palomo; protagonisti delle varie "Celeste", "Manuela", "Topazio", "Cristal", "Cuore selvaggio".
Ad annunciare la partenza di questi capolavori di sceneggiatura e recitazione, l'amica delle massaie dell'epoca: la radiosa (?!) e familiare Patrizia Rossetti: alta un metro e una lattina di Pepsi, accoglieva ospiti nella sua terrazza e proponeva ameni giochini con i quali intratteneva le donne di casa anche neglia ssolati e terribili pomeriggi estivi.
Vi proponiamo la sigletta, tanto accomodante quanto irritante, di Buon Pomeriggio, programma targato retequattro del 1993. Tralasciando il timbro della Rossetti, che alla larga potrebbe ricordare quello dell'ambigua Amandona Lear nazionale, ma vogliamo mettere quanto erano tristi i figuranti? E quant'era accattivante il testo? (Vieni in terrazza/che c'è Patrizia tra noi -- Abbronziamoci di simpatia :\)
Una sigla così non può non essere ricordata negli annali dell'improponibile...
Una buona domenica a tutti cari amici del regno del trash!
SPAZIO SOCIALE
la rubrica socialmente impegnata del Regno del Trash
Palermo, Via D'Amelio, 19 luglio 1992. Una fiat Panda imbottita di 100 kg di tritolo esplode uccidendo il giudice Paolo Borsellino e i suoi cinque agenti di scorta: Agostino Catalano (capo scorta, 43 anni), Eddie Cosina (30 anni), Emanuela Loi (24 anni), Vincenzo Li Muli (22 anni), Claudio Traina (26 anni).

Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta
A meno di due mesi dalla morte di un altro grande giudice - Giovanni Falcone - la mafia sferra un altro duro colpo alla nostra nazione. Non si può dimenticare chi ha servito fedelmente lo Stato, sacrificando la vita per fare il proprio dovere. Noi non vogliamo dimenticare!

Il giudice Paolo Borsellino

Semifinale - anni 2000